sabato 16 gennaio 2016

Rinuncia al volo per cause di forza maggiore: il rimborso o la modifica gratuita sono un diritto

Cari lettori,

proprio in questi giorni mi sono trovata nella condizione di dover rinunciare al mio volo di ritorno da Roma a San Paolo a causa di un intervento chirurgico che mi ha impedito di imbarcare nella data prevista. 


Con mia grande sorpresa, ho scoperto che nel codice della navigazione dell'ENAC - Ente Nazionale per l'Aviazione Civile - esiste una clausola che prevede il rimborso integrale del biglietto aereo acquistato qualora l'imbarco del passeggero risultasse impedito per cause di forza maggiore (ad esempio un incidente, un lutto in famiglia, un intervento chirurgico o una malattia), previa dimostrazione dell'impedimento (ad esempio certificato medico) e di adeguato preavviso alla compagnia aerea da parte nostra. 


Si tratta dell'art. 945 del D.lgs. n. 96/2005 che riporta le seguenti informazioni:

Art. 945 (Impedimento del passeggero). - Se la partenza del passeggero è impedita per causa a lui non imputabile, il contratto è risolto e il vettore restituisce il prezzo di passaggio già pagato. 

Se l'impedimento riguarda uno dei congiunti o degli addetti alla famiglia, che dovevano viaggiare insieme, ciascuno dei passeggeri può chiedere la risoluzione del contratto alle stesse condizioni. 

Al vettore deve essere data tempestiva notizia dell'impedimento e il passeggero è responsabile del danno che il vettore provi di aver sopportato a causa della ritardata notizia dell'impedimento, entro il limite massimo dell'ammontare del prezzo del biglietto. 

Potete trovare il testo integrale del decreto in formato pdf qui.

Non serve, quindi, aver sottoscritto un'assicurazione di viaggio: il rimborso del biglietto aereo in questi casi è un diritto del passeggero, è previsto anche per i biglietti non rimborsabili e non si limita alle sole tasse aeroportuali (a cui si ha diritto in qualsiasi caso di viaggio non goduto).


Se però in teoria la legge ci tutela come passeggeri, le cose non sono così facili come sembrerebbe. E questo perché alcune compagnie aeree cercano in tutti i modi di inibire le richieste di rimborso, rendendo le procedure complicate o ponendo clausule restrittive nei loro contratti di acquisto. Inutile dire che quest'ultima pratica è del tutto abusiva, in quanto le clausule previste nei contratti di acquisto di un volo non possono mai scavalcare le norme previste nelle leggi nazionali o europee im materia di aviazione civile.

Con la compagnia aerea British Airways non ho avuto alcun problema, anzi, sono stati loro ad informarmi di questa possibilità. 

Nel mio caso non ho chiesto il rimborso del volo non goduto, bensì una modifica di data di imbarco. Non avendo però una nuova data di imbarco certa, la mia prenotazione è stata "congelata" fino a luglio ed entro il mese di luglio dovrò comunicare la data della partenza. Ovviamente non ho dovuto pagare nessuna penale, avendo inviato i certificati medici con la diagnosi ed alcuni referti medici (il tutto scansionato ed inviato comodamente via e-mail). L'unica cosa che potrei dover pagare è la differenza di tariffa, qualora esistesse nel periodo in cui viaggerò.

La cosa importante è mettersi in contatto telefonicamente con la compagnia aerea al più presto (ma fino a 24 ore prima del volo esiete l'obbligo a rimborsare o modificare la prenotazione) ed avere in mano la documentazione attestante la causa di forza maggiore. In caso di problemi, bisogna rivolgersi ad un'associazione dei consumatori o, in ultima analisi, ricorrere a un giudice.

Per qualsiasi informazione a riguardo potete contattarmi privatamente o lasciare un commento nel blog.



Arrivederci al prossimo post!!!



domenica 13 dicembre 2015

Da Vilhena a Velletri: un viaggio senza fine...

Cari lettori,

finalmente sono a casa! Sono sbarcata ieri dopo pranzo all'aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, dove ho riabbracciato la mamma e Giorgio, ed ho parlato il mio italiano arrugginito dopo tanti mesi...

Per la prima volta ho affrontato il viaggio (o meglio la traversata, come dico sempre io) da Vilhena a Velletri da sola, in un susseguirsi di emozioni e sensazioni mai provate prima. Un viaggio interminabile: partita giovedì alle 13 da Vilhena, sono arrivata a Roma il sabato alle 14 ora locale. Sono stata praticamente 48 ore in viaggio! Oggi vorrei raccontarvi un po' di questa traversata...

Innanzitutto, diciamo che stavolta ho viaggiato da "regina", visto che ho preso un volo direttamente da Vilhena, evitando a pié pari le 11 ore di autobus da Vilhena a Cuiabá. 

Alle 13 di giovedì 10 dicembre sono decollata dall'aeroporto di Vilhena (piccolo ma c'è...come direbbe il nostro amico Pok) e in un batter di ciglia, circa un'ora di viaggio per 750 km di distanza, mi sono ritrovata a Cuiabá. A parte la tristezza nel dover lasciare Renato (lo ammetto, ho pianto come una bambina...) il viaggio è stato breve e divertente: ho sorvolato il nostro quartiere ed ho visto dall'alto i nostri appartamenti!

Aereo da Vilhena a Cuiabá
Aeroporto di Vilhena
Arrivata a Cuiabá ho affrontato il primo scalo infinito: dalle 16 ora locale, ho dovuto aspettare fino alle 3 del mattino il volo per São Paulo. Ecco, questo è il problema! Le coincidenze non coincidono affatto, gli orari dei voli non si incastrano e a noi comuni mortali ci tocca aspettare ore e ore...E tutti sappiamo quanto sia impensabile provare a dormire sulle sedie degli aeroporti, ci mancano giusto i chiodi per non far sedere i passeggeri!

Aeroporto di Cuiabá
Compagni di viaggio...
Armata di molta pazienza, tra una passeggiata e l'altra nel terminal, un panino, un succo e dopo aver visto atterrare e decollare centinaia di aerei insieme a bambini super esaltati, è arrivata l'ora del mio check in assonnato. Alle 7 ora locale già ero a São Paulo. Inutile dire che ho dormito durante tutto il viaggio, due ore e  mezza di volo per circa 1500 km di distanza terrestre.

São Paulo l'ennesima attesima lunghissima. I voli per l'Europa partono esclusivamente di pomeriggio e di sera, sono quasi sempre voli notturni e quindi dalle 7 del mattino alle 17 del pomeriggio ho girovagato per il terminal, ho dato un'occhiata ai negozi, ho mangiato una fettona di pizza da Pizza Hut, ho sistemato alcune cose in valigia per alleggerire il mio zaino e ho fatto su e giù con l'ascensore mille volte, sempre spingendo con cura il mio carrellino. Ho usato il wi-fi gratuito di un'ora per comunicare con Renato e con la mamma fino all'apertura del check in alle 14 e all'imbarco. Iniziava qui la vera traversata, quella dell'oceano Atlantico, dal Brasile all'Inghilterra.

Pizza Hut
Ebbene sì, dopo il terzo volo della durata di circa 10 ore mi aspettava l'ultimo scalo in Europa, stavolta a Londra, Regno Unito. Il viaggio è stato tutto sommato piacevole, a partire dall'aereo a due piani che non avevo ancora visto. Il mio vicino di poltrona era un ragazzo olandese molto alternativo, io ne ho approfittato per chiacchierare un po' in inglese (che bello parlare in inglese senza paure!). Dopo aver cenato, ci ha raggiunti la moglie brasiliana, abbiamo chiesto del vino allo steward (un signore tipicamente britannico, dall'humor tipicamente britannico...) e abbiamo passato un po' di tempo chiacchierando e bevendo. Dopodiché, a parte lo spavento che ci siamo presi a causa di una turbolenza che ha fatto tremare l'aereo per mezz'ora, tra uno scossone e l'altro mi sono addormentata per svegliarmi soltanto il giorno successivo con l'arrivo della colazione. 

Il cibo della British Airways mi piace, abbastanza ricco e saporito, ed anche il caffè non è così terribile...Anche le cuffiette e le copertine mi piacciono molto (a buon intenditor, poche parole!).

Sono atterrata all'aeroporto di Heathrow alle 6.40 circa ora locale e, inutile dirlo, a Londra pioveva! Ma Londra senza pioggia non sarebbe Londra...Aeroporto bellissimo e funzionale, ho preso una navetta per il transfer da un terminal all'altro per prendere la coincidenza per Roma Fiumicino 2 ore dopo. La parte più noiosa e irritante sono i controlli di sicurezza a Londra, sono sempre stati noiosi ma adesso, con il problema del terrorismo, lo sono diventati ancora di più. Vi dico soltanto che ci ho messo un'ora per passare il blocco dei controlli.


Il viaggio da Londra a Roma (2 ore e mezza di volo per circa 1500 km di distanza) è stato molto bello, il panorama delle Alpi è sempre emozionante, non è mai uguale. 


Guardando il panorama dal finestrino, mangiando qualcosina e chiacchierando (sempre in inglese!) con i vicini di poltrona londinesi doc, siamo arrivati a Roma, dove il sole splendeva in tutta la sua bellezza! 

Dopo un primo tentativo di atterraggio fallito a causa della presenza di volpi sulla pista (sembra una barzelletta, lo so), siamo arrivati sani e salvi a Fiumicino soltanto con un po' di ritardo. Anche qui ho preso una navetta che porta dal nuovo terminal che hanno costruito agli arrivi internazionali, ho ritirato il bagaglio in pochi minuti (...miracolo!) ed eccomi qua! A casa! Per la gioia della mamma...


Arrivederci al prossimo post italiano!



domenica 4 ottobre 2015

Un italiano di passaggio a Vilhena...in bicicletta!!!

Cari lettori,

la settimana che volge al termine è stata resa un po' più movimentata da un piacevole incontro del tutto casuale ed inaspettato, l'incontro con un italiano di passaggio a Vilhena nientedimeno che in bicicletta!!! 

Giorgio Bravio e la dua bici "da carico" - Foto: Renato Spagnol

Giorgio Bravio, classe 1957, ciclista e avventuriero originario di Ancona, è arrivato a Vilhena mercoledì 30 settembre dopo aver percorso quasi 11.000 chilometri in bicicletta in terra brasiliana. E non si tratta di una bicicletta da corsa di ultima generazione, ma di una semplicissima bicicletta "da carico", acquistata da Giorgio appena sbarcato in Brasile. In media, il ciclista percorre tra i 50 e i 100 chilometri al giorno.

Da sempre appassionato del Brasile, da bambino sognava di conoscere un giorno l'Amazzonia. Nel 2009 il primo viaggio di un mese in Brasile, dove Giorgio conosce gli stati di San Paolo e Alagoas. E nel 2014 la grande avventura tanto sognata: fare il giro del Brasile pedalando, fino all'Amazzonia, a contatto diretto con la gente del posto, con gli animali, la vegetazione e il profumo della terra come colonna sonora del viaggio.

Giorgio Bravio alla redazione del Vilhena Noticias - Foto: Luh Coelho
Dopo essere sbarcato nello stato di Alagoas, compra una semplicissima bicicletta "da carico" e inizia la sua avventura, in compagnia di due valigie, una tenda e tanto fiato e coraggio.

Fino ad oggi ha conosciuto buona parte degli stati del Nordest, Centro Ovest e Nord. Entro il mese di giugno del 2016 conta di aver attraversato la regione Sud, per poi tornare verso Nord, verso Manaus e Belém, il cuore dell'Amazzonia. Dopo aver attraversato tutti gli stati brasiliani, il sogno di Giorgio è di raggiungere Machu Picchu, in Perù. 

Giorgio Bravio intervistato (in italiano!) dal reporter Renato Spagnol - Foto: Luh Coelho

Durante una lunga chiacchierata, Giorgio mi ha raccontato un po' delle sue avventure e disavventure, facendomi notare l'incredibile accoglienza e solidarietà del popolo brasiliano, che lo ha sempre aiutato nei momenti più difficili. Ricordava con gioia i motociclisti che lo hanno aiutato dopo una caduta lungo la strada e che hanno addirittura pagato la riparazione della ruota della sua bici, così come gli brillavano gli occhi nel raccontarmi di una famiglia modesta che, in una zona rurale sperduta non ricordo dove, ha aperto la porta di casa per dividere riso e fagioli con lui.

Stanco dello stile di vita Europeo e di un'Italia che lui stesso ha definito bigotta e razzista, Giorgio non ha alcuna intenzione di tornare nel Belpaese. In Italia vivono le sue due figlie, che hanno sempre incoraggiato il papà a vivere questo sogno di una vita. Giorgio mi ha raccontato che manda regolarmente delle lettere alle figlie contenenti una sorta di diario di viaggio, non delle e-mail, ma delle lettere vere, scritte su carta e spedite per posta, come ai vecchi tempi.

La cosa che mi incuriosiva, ovviamente, era come Giorgio si mantenesse durante la sua avventura, non essendo pensionato in Italia, nonostante l'età...Ebbene, dopo aver finito i pochi risparmi che aveva con sé, per racimolare un po' di soldi realizza dei piccoli lavori di artigianato, come ad esempio delle simpatiche penne personalizzate con fili di rame (io ne ho comprata una con un tamburo, molto carina).

Le penne personallizzate

La chiacchierata con Giorgio è stata fantastica, ha cambiato la mia giornata e ampliato i miei orizzonti ancora un po' di più, mi ha fatto capire, se mai ce ne fosse bisogno, che davvero non abbiamo limiti e che bisogna alleggerirsi nella vita per poter spiccare il volo.

Io insieme a Giorgio Bravio

Buon viaggio Giorgio! Arrivederci a presto chissà dove in questa terra brasiliana...


Arrivederci al prossimo post!!!